Quando si parla di psicoanalisi e/o di psicoanalista di solito si pensa ad un distinto e comprensivo signore, seduto dietro un lettino sul quale, avvolto in una atmosfera facilitante la distensione e il ricordo, una persona racconta se stessa o semplicemente ciò che gli viene in mente.

Il cinema spesso, a questa immagine, ne ha associata una seconda. Quella di una persona che in preda a crisi psichica, depressa, frustrata o semplicemente annoiata, si reca in uno studio signorilmente arredato, dove trova un professionista estremamente serio, preparato, riservato, in pratica il prodotto di lunghi anni di studi, conferenze, seminari ed analisi (anche personale oltre che didattica) che lo sta ad ascoltare. Ovviamente dietro lauto compenso.
Il racconto cinematografico non è lontano dalla realtà, anche se generalizzare sarebbe un errore grossolano ed ingiusto.
Il lavoro psicoanalitico consiste nell'ascolto dei conflitti che la persona, che richiede una analisi, si trova a combattere, con se stesso e con il resto del mondo intero (o così a lui sembra).
Questi conflitti possono essere sia intrapsichici che interpersonali; possono avere come attori le istanze della psiche dell'individuo e allora il conflitto sarà tutto interno alla psiche della persona; tra esigenze e divieti interni che hanno il compito di impedire la soddisfazione di un desiderio valutato come pericoloso o comunque negativamente in base a principi etici o di semplice convenienza.
Oppure possono essere disagi relazionali con il mondo esterno ed allora la problematica sarà tra le esigenze dell'individuo e la realtà esterna che si oppone alla loro soddisfazione.

Schematicamente ci troviamo di fronte a due modelli concettuali in opposizione: il modello pulsionale, tipicamente freudiano, che ritiene che il conflitto sia un conflitto tutto interno al paziente, tra desideri che premono per essere esauditi e forze che vi si oppongono e il modello relazionale che ritiene fondamentale e motivazionale, non le pulsioni o gli istinti, ma la ricerca di relazioni gratificanti, con ciò che ne consegue.
Il primo modello, quello pulsionale, vede nel mondo interno, il teatro degli avvenimenti psichici, il luogo della lotta tra desideri che premono per emergere e forze che esercitano una censura e riduce il mondo esterno a semplice strumento utile alla soddisfazione di questi desideri o pulsioni.
Il secondo modello, quello relazionale, vede nelle relazioni tra i due mondi, quello interno e quello esterno, il teatro dove vengono vissuti i conflitti personali e dove le pulsioni possono concretizzarsi.
Come fa notare M. Gill nel suo ultimo scritto nessun analista opera esclusivamente solo in un modo, cioè seguendo scrupolosamente i dettami di uno o dell'altro modello. Anche perchè sotto l'aspetto pratico risulterebbe difficile escludere la realtà, il mondo esterno, come altrettanto impossibile risulterebbe escludere il mondo interno dell'individuo.
Nello studio della psicoanalisi è imprescindibile partire proprio dal lavoro di Freud. Solo successivamente si possono prendere in considerazione altri psicoanalisti che con Freud hanno contribuito alla nascita della psicoanalisi, per poi proseguire con psicoanalisti della cosiddetta seconda generazione ed arrivare infine agli psicoanalisti contemporanei.
Il percorso di studio, che viene proposto, parte proprio dai testi di Freud per passare a Ferenczi le cui intuizioni si possono successivamente ritrovare in Balint, che ne è stato discepolo, ma anche in Winnicott, Bion e in generale in tutta la psicoanalisi contemporanea che, solo ultimamente, ha riscoperto questa figura attribuendogli il giusto riconoscimento. Segue lo studio di alcuni dei più importanti psicoanalisti contemporanei, appartenenti a diversi indirizzi, quali S. A. Mitchel, A. H. Modell, M. Gill, O. Kernberg e la J. McDougall, J. Cremerius e altri ancora; senza dimenticare l'importante contributo derivante dagli studi sulla società contemporanea del sociologo Z. Bauman. (Vedere in “BIBLIOGRAFIA”)
Sono previsti tre incontri della durata di tre ore ciascuno con cadenza mensile. Obiettivo dei Seminari è di mettere il partecipante nelle condizioni di leggere in modo autonomo le opere dei più importanti psicoanalisti, a partire da quelle di Freud.
Saranno successivamente organizzati dei Seminari nei quali verranno invitati studiosi appartenenti a discipline complementari alla psicoanalisi.
Contemporaneamente al Seminario di base sulla psicoanalisi ad indirizzo freudiano nell'anno 2009 verranno tenuti i Seminari di:
Psichiatria psicodinamica
Biologia
Fisiologia
Psicosomatica
Psicopatologia e diagnostica clinica
Teoria delle nevrosi e delle psicosi
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I Seminari si svolgeranno nelle giornate di sabato dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14 alle ore 18.00 e nella giornata di domenica dalle ore 9.00 alle ore 13.00
I Seminari sono a numero chiuso con un massimo di venti partecipanti per cui è necessaria una preiscrizione da effettuare telefonicamente al numero 045982866
Il calendario, la sede, i Docenti verranno messi sul sito a partire da Gennaio 2009